Fascicolo sanitario elettronico e privacy pazienti, il Garante rafforza i controlli. Cosa si rischia

Fascicolo sanitario elettronico e privacy pazienti, il Garante rafforza i controlli. Cosa si rischia

Il Garante per la protezione dei dati personali ha intensificato nel 2026 le attività di vigilanza sulla sanità digitale e sull’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico (FSE), con un’attenzione crescente alla gestione degli accessi ai dati clinici dei pazienti. L’obiettivo è verificare il rispetto delle regole di sicurezza e tracciabilità in un sistema sanitario sempre più digitalizzato, in cui la consultazione delle informazioni cliniche avviene in modo continuo tra strutture e professionisti.

Secondo la programmazione ufficiale dell’Autorità, i controlli si basano sul piano ispettivo del Garante per la protezione dei dati personali. L’attenzione è rivolta ai sistemi di autorizzazione e tracciamento degli accessi ai dati sanitari e alla capacità delle infrastrutture informatiche di garantire un adeguato livello di protezione delle informazioni cliniche. Il riferimento normativo principale resta il GDPR, che classifica i dati sanitari come categoria altamente sensibile.

Accessi ai dati clinici: il punto critico per le strutture sanitarie

Il nodo centrale riguarda la gestione quotidiana degli accessi al FSE e alle cartelle cliniche digitali. Ogni consultazione deve essere motivata, registrata e verificabile, ma la complessità dei sistemi sanitari digitali rende difficile garantire un controllo uniforme.

Nel concreto, per le strutture sanitarie è necessario:

  • garantire che ogni accesso sia collegato a un’attività assistenziale reale e documentabile
  • assicurare la tracciabilità completa degli accessi (chi, quando, perché)
  • limitare le autorizzazioni al solo personale coinvolto nel percorso di cura secondo il principio di minimizzazione dei dati
  • attivare sistemi di monitoraggio per individuare anomalie o accessi non conformi
  • garantire formazione continua su privacy e GDPR

Accanto alle buone pratiche emergono anche errori da evitare:

  • accessi ai dati clinici non giustificati o non pertinenti alla cura
  • profili di autorizzazione troppo estesi rispetto al ruolo professionale
  • mancata registrazione dettagliata delle consultazioni
  • assenza di controlli periodici sui log di accesso
  • gestione non uniforme delle autorizzazioni tra reparti e strutture

Fascicolo sanitario elettronico: centralizzazione e nuove vulnerabilità

Il Fascicolo sanitario elettronico è uno degli strumenti centrali della sanità digitale italiana. Raccoglie referti, prescrizioni e informazioni cliniche con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale tra i diversi livelli di cura. La centralizzazione dei dati aumenta, però, l’esposizione a rischi organizzativi e tecnologici. Differenze regionali, livelli non omogenei di sicurezza informatica e procedure non uniformi di gestione degli accessi rappresentano alcune delle principali criticità.

Sanità digitale e fiducia dei pazienti

Il rafforzamento dei controlli evidenzia un punto chiave: la protezione dei dati sanitari è strettamente legata alla fiducia dei cittadini nel sistema sanitario. Accessi non corretti o non autorizzati possono incidere non solo sulla privacy, ma anche sulla credibilità complessiva dei servizi digitali. La sfida riguarda quindi non solo la tecnologia, ma soprattutto la corretta applicazione delle regole e la governance dei dati in ambito sanitario.

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