Dati sintetici in sanità: istruzioni per l'uso. Più opportunità o rischi?

Dati sintetici in sanità: istruzioni per l'uso. Più opportunità o rischi?

L’uso dei dati sintetici sta rapidamente rivoluzionando il mondo della sanità digitale.
Si tratta di informazioni generate artificialmente da algoritmi in grado di riprodurre le caratteristiche statistiche dei dati reali, ma senza riferirsi a persone effettivamente esistenti.
Una soluzione che promette di accelerare la ricerca medica, la sperimentazione clinica e lo sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale, preservando – almeno in teoria – la riservatezza dei pazienti.

Negli ultimi mesi, diversi istituti di ricerca e strutture sanitarie hanno iniziato a sperimentare l’uso dei dati sintetici come strumento per superare i limiti imposti dal GDPR all’utilizzo di dati personali sensibili. Tuttavia, questa evoluzione apre questioni complesse: quanto sono davvero “anonimi” questi dati? E chi è responsabile in caso di errori o violazioni?

Cosa sono i dati sintetici e perché interessano la sanità

A differenza dei dati anonimizzati, i dati sintetici non derivano direttamente da dati reali, ma vengono creati ex novo da modelli matematici e di intelligenza artificiale.
L’obiettivo è quello di fornire dataset “realistici”, utili per allenare algoritmi diagnostici o simulare scenari clinici, senza mettere a rischio la privacy dei pazienti.

Per esempio, un ospedale o una farmacia potrebbero utilizzare dati sintetici per:

  • testare nuovi software gestionali o sistemi di prescrizione elettronica;
  • addestrare algoritmi di supporto alla decisione clinica;
  • condurre studi statistici su larga scala.

Le sfide etiche e legali: privacy, trasparenza e responsabilità

Nonostante il potenziale, i dati sintetici non sono privi di rischi.
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di mantenere trasparenza e tracciabilità dei processi algoritmici che generano tali dati.
Inoltre, in caso di errate correlazioni o bias nei dataset, la responsabilità potrebbe ricadere sulla struttura sanitaria o sul fornitore del sistema di intelligenza artificiale.

Dal punto di vista normativo, la frontiera è ancora in movimento: il Regolamento AI Act dell’Unione Europea e le future linee guida sul trattamento dei dati sanitari rappresentano i riferimenti da monitorare attentamente.

Cosa devono fare farmacie e strutture sanitarie

Farmacie, cliniche e studi medici che utilizzano software o piattaforme basate su dati sintetici devono:

  1. verificare la provenienza e la sicurezza dei dataset;
  2. aggiornare le informative privacy, specificando l’eventuale utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale;
  3. valutare l’impatto privacy (DPIA), come previsto dal GDPR;
  4. formare il personale sui rischi e le responsabilità legati ai dati generati artificialmente.

Si tratta di adempimenti essenziali per evitare sanzioni, ma anche per garantire la fiducia dei pazienti e dei clienti.

Il ruolo di OKPrivacy: supporto concreto agli operatori sanitari

In questo scenario in rapida evoluzione, il servizio OKPrivacy di Consulcesi & Partners affianca farmacie, cliniche e professionisti sanitari nella gestione della compliance privacy.
Gli esperti del team legale forniscono assistenza nella redazione delle informative, nella valutazione dei rischi legati all’uso di tecnologie di AI e nella verifica dei contratti con fornitori digitali.

Come sottolineano gli esperti di OkPrivacy, “la gestione corretta dei dati – reali o sintetici – non è solo un obbligo normativo, ma un elemento strategico di fiducia e sicurezza”.

La nuova frontiera dei dati sintetici

L’adozione dei dati sintetici rappresenta una delle frontiere più promettenti della sanità digitale, ma richiede una governance chiara e consapevole.
Solo combinando innovazione tecnologica e tutela dei dati sarà possibile sfruttarne appieno il potenziale, evitando rischi legali e reputazionali.

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