Cartelle cliniche illeggibili: perché la privacy passa anche dalla comprensibilità dei documenti sanitari

Cartelle cliniche illeggibili: perché la privacy passa anche dalla comprensibilità dei documenti sanitari

Quando si parla di privacy e protezione dei dati in ambito sanitario, la mente corre subito alla cybersecurity: attacchi hacker, furti di database, password violate o accessi non autorizzati ai dossier sanitari.

Tuttavia, un recente provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali ci ricorda che la privacy ha anche una dimensione estremamente concreta, quasi "analogica", legata alla comprensibilità e alla leggibilità dei documenti clinici .

Con il provvedimento del 29 aprile 2026, l'Autorità ha sanzionato una struttura sanitaria privata (la Tirrenia Hospital) a seguito del reclamo di un utente che aveva richiesto la trascrizione in formato leggibile della cartella clinica della madre deceduta . La cartella originale presentava infatti numerose annotazioni manoscritte del tutto indecifrabili e, nella prima trascrizione parziale fornita dalla clinica, non era possibile identificare con chiarezza i medici e gli infermieri autori delle singole annotazioni .

Questo caso offre un’importante lezione a medici, legali e amministratori di strutture sanitarie: conservare i dati non basta; occorre renderli accessibili e comprensibili .

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Il quadro normativo: l'obbligo di "comprensibilità"

La decisione del Garante si fonda su una norma specifica del nostro ordinamento: l'articolo 92, comma 1, del Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003) . Questa disposizione stabilisce che le strutture sanitarie, pubbliche e private, nel redigere e conservare le cartelle cliniche, devono adottare "opportuni accorgimenti per assicurare la comprensibilità dei dati" .

Questo principio si salda perfettamente con le regole europee del GDPR:

  1. Trasparenza e intelligibilità (Art. 12 GDPR): Il titolare del trattamento deve fornire le informazioni e le comunicazioni relative ai diritti dell'interessato in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro .
  2. Diritto di accesso (Art. 15 GDPR): Il diritto del paziente di ottenere una copia dei propri dati non si esaurisce nella mera consegna di un foglio di carta o di un file, ma implica la fornitura di una riproduzione fedele e intelligibile dell'intero contenuto .

Come chiarito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (sentenza del 26 ottobre 2023, causa C-307/22), l’accesso deve essere quanto più completo, preciso e comprensibile possibile, proprio a causa della delicatezza dei dati relativi alla salute . Una semplice sintesi o un documento parzialmente illeggibile rischiano di escludere informazioni rilevanti o di renderne impossibile la verifica da parte del paziente .

La cartella clinica come atto pubblico e di tutela

Anche la giurisprudenza civile e penale italiana è severa sul punto. La cartella clinica non è un mero adempimento burocratico, ma ha la natura giuridica di atto pubblico .

Recentemente, il Tribunale di Cosenza (sentenza n. 1024/2025) ha ribadito che la cartella deve contenere ogni dato obiettivo relativo alla condizione del paziente e alle attività terapeutiche in modo chiaro, puntuale e diligente . Nel caso affrontato dal Tribunale, la produzione in giudizio di documentazione clinica illeggibile e dal contenuto indecifrabile è stata considerata inidonea ad adempiere agli oneri probatori della struttura sanitaria, portando alla soccombenza della stessa .

Fornire documenti sanitari scarabocchiati o siglati in modo ambiguo, quindi, espone le strutture a un duplice rischio:

  • Sanzioni amministrative da parte del Garante Privacy per violazione dei diritti dell'interessato .
  • Soccombenza in sede di contenzioso civile per impossibilità di dimostrare la correttezza dell'operato medico .

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Cosa devono fare le strutture sanitarie? 3 regole d'oro

La conformità alla privacy non è un bollino da esibire una tantum, ma un processo documentale costante . Alla luce del provvedimento del Garante , ogni clinica, ospedale o poliambulatorio dovrebbe implementare le seguenti misure organizzative:

  1. Garantire la tracciabilità delle firme: Se la cartella è ancora cartacea o compilata a mano, ogni sigla o annotazione deve essere riconducibile a un timbro o a un elenco depositato dei professionisti, facilmente consultabile. In caso di trascrizione su richiesta del paziente, i nomi e cognomi degli operatori sanitari devono essere riportati per esteso, specialmente se le firme sull'originale sono ambigue .
  2. Predisporre procedure di trascrizione rapida: Le strutture devono dotarsi di procedure interne d'urgenza affinché, a fronte di cartelle con grafia di difficile lettura, il personale sia pronto a fornire tempestivamente una trascrizione dattiloscritta conforme e integrata .
  3. Transizione al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE): La digitalizzazione e la compilazione nativamente digitale dei diari clinici e infermieristici azzerano i problemi legati alla grafia, garantendo per default leggibilità, integrità e corretta imputazione dei dati.

Conclusione

Il caso Tirrenia Hospital dimostra che la tutela dei dati personali nell'era digitale passa ancora dal rispetto delle regole basilari di trasparenza e comprensibilità del dato . Un dato illeggibile è, a tutti gli effetti, un dato non accessibile: e per il Garante, l'inaccessibilità equivale a una violazione dei diritti del paziente .

Cosa ne pensi? Nella tua struttura sanitaria avete già implementato procedure per la trascrizione automatica o la verifica della leggibilità delle cartelle cliniche?

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